martedì 31 marzo 2009

Troccoli asparagi e pancetta

Se vi piace la carbonara... ma avete voglia di cambiare... provatela in questa versione con asparagi, è davvero deliziosa!

Ingredienti (per 4 persone) : 500 gr di troccoli (o tagliatelle, bucatini..), un mazzetto di asparagi, 2 uova, 3 cucchiai di grana grattugiato, 100 gr di pancetta, olio evo, sale, pepe, maggiorana.

Ho pulito gli aspargi e li ho lessati per 12 minuti lasciandoli un po' al dente, li ho tagliati a tocchetti e li ho insaporiti per qualche minuto in una padella con 1 cucchiaio di olio evo, sale e pepe e un po' di maggiorana.

In una ciotola ho mescolato le 2 uova con il grana, un pizzico di sale e di pepe ed ho mescolao bene.

Ho tritato grossolanamente la pancetta e l'ho rosolata in un padellino con un cucchiaio d'olio.

Nel frattempo ho cotto la pasta in acqua bolente salata e un cucchiaio d'olio, l'ho scolata (lasciando un po' dell'acqua di cottura) e l'ho messa nella ciotola con le uova mescolando bene. Ho unito gli asparagi e la pancetta mescolando delicatamente ed eccola servita!

Pasta pancetta e asparagi_rid
lunedì 30 marzo 2009

Panfocaccia

Ecco qui la mia cena per stasera; visto che stanotte lavoro mi sono preparata questo panfocaccia (la ricetta l'ho trovata su "Sale e Pepe" di aprile e l'ho già sperimentata un'altra volta) che accompagnerò con un po' di formaggio morbido e di insaccati, scaldato nel forno sarà un bel mangiare...

Panfocaccia al rosmarino_003

Ingredienti : 350 gr di farina 0, una patata lessata, 15 gr di lievito di birra, un cucchiaino raso di zucchero, 50 gr di burro, 2 cucchiai di olio evo, una presa di sale

Ho sciolto il lievito in 100 cc di acqua tiepida e ho aggiunto un un cucchiaino raso di zucchero, nel frattempo ho preparato la farina, ho messo nel certro la patata schiacciata con la forchetta, il burro fuso, i 2 cucchiai d'olio, il lievito e una presa di sale. Ho impastato aggiungendo acqua tiepida quanto basta a ottenere un impasto elastico (la ricetta diceva almeno 200 cc, a me ne sono bastati 60).

Ho lasciato l'impasto in una ciotola coperto con un telo pulito e l'ho messo a riposare per 50 minuti nel forno spento.

Trascorso questo tempo ho unto una teglia rotonda (24 cm) a bordi alti e vi ho steso la pasta con le mani ben unte d'olio.

Panfocaccia al rosmarino_001

Ho cosparso con origano (rosmarino nella rivista ma non ne avevo) e un po' di sale grosso e l'ho lasciata riposare altri 50 minuti prima di ultimarla con un filo d'olio e infornarla a 200° per 40 minuti.

Panfocaccia al rosmarino_004
venerdì 27 marzo 2009

Arrostini di tacchino ripieni

Questa ricetta l'ho trovata sull'ultimo numero di "Sale e pepe", ma l'ho un po' modificata a mio gusto.

Arrostini di tacchino farciti_012

A me piace molto la carne di tacchino, il petto però è sempre un po' asciutto, invece cucinato in questo modo rimane davvero più morbido.

Ingredienti per 3 persone: 3 fette di petto di tacchino, 300 gr di carne di vitello macinata, 2 sasiccie fresche, 2 uova, 4 cucchiai di grana grattugiato, 1 confezione di cuori di carciofi (o ancora meglio 3 bei carciofi freschi!), 3 fette di pancetta un po' grandi (o 6 piccole), sale e olio evo q.b.

Per prima cosa ho preparato i carciofi in padella con due cucchiai d'olio evo.

A parte ho cotto la carne trita e la salsiccia spelata e sgranata, in padella per pochi minuti.

Ho riunito carne e verdura e con il bimby le ho ridotte in pezzetti più piccoli (non arrivando al punto di trasformali in una crema), ho unito le 2 uova, il formaggio grattugiato e una presa di sale.
Ho steso le fette di carne e le ho battute per renderle sottili, ho messo al centro il ripieno e le ho arrotolate su loro stesse. Le ho poi avvolte nelle fettine di pancetta e legate con uno spago formando dei piccoli arrosti.

Collage di Picnik

Ho rosolato gli arrostini in padella con olio evo per 5 minuti.

Arrostini di tacchino farciti_006
Poi li ho messi in forno a 180° per una mezz'ora con un filo d'olio.

Li abbiamo mangiato con patate arrosto.

Arrostini di tacchino farciti_011

Sono proprio buoni. Il ripieno della ricetta prevedeva l'uso di olive e il contorno di cipolline, a me non piacciono molto le olive ed ho preferito i carciofi che avevo in casa. Ma sono sicura che verrebbero bene anche utilizzando funghi, zucchine, asparagi o un'altra verdura a vostro piacere!

Dimenticavo di divi che il ripieno mi è avanzato in abbondanza... così ho aggiunto un altro uovo, altro grana, l'ho arrotolato nelle fette di pancetta e l'ho avvolto con la carta da forno formando una caramella.

Messo in forno a 180° per una mezz'ora e poi, senza carta, fino a doratura ne è uscito un bellissimo polpettone che mangeremo stasera!

Polpettone rid
giovedì 19 marzo 2009

Dolci coccole di ricotta

Ho provato questi biscottini della "solita" Anna Moroni e sono rimasta davvero contenta del risultato, sono semplicissimi da fare, veloci e soprattutto buoni.

Mi piacciono un sacco queste girandoline, sono carinissime anche come idea da regalare in un sacchettino trasparente legato con un nastrino colorato, non vi pare?

Ecco subito la ricetta. Io l'ho realizzata con una piccola modifica nel "ripieno" per terminare i sigari del papà (ne avevo preparato una marea).

Ingredienti : 150 gr di ricotta, 7 cucchiai di latte, 7 cucchiai di olio evo, 300 gr di farina 00 setacciata, 80 gr di zucchero, 1 bustina di lievito

1 albume per spennellare

per il ripieno : 1 bustina di zucchero a velo, 90 gr di mandorle grattugiate, 90 gr di cioccolato fondente grattugiato

Ho impastato la ricotta con il lievito, l'olio, la farina, il latte e lo zucchero e il risultato è simile ad una frolla ma molto più morbido. Si impasta con facilità semplicemente con le mani ed è pronto in un attimo.

Su un foglio di carta forno ho steso l'impasto a formare un rettangolo non molto spesso (circa 4 - 5 mm) e l'ho spennellato con un po' di latte (la ricetta diceva albume leggermente sbattuto ma strano a dirsi non ne avevo nemmeno uno a disposizione!)

Ho poi steso il ripieno che anche qui ho modificato un po', nel senso che ho grattugiato sopra 2 dei sigari al cacao che avevo da finire invece che utilizzare il ripieno della ricetta. Se invece volete seguire le dritte della Moroni mescolate insieme il cioccolato e le mandorle grattugiate con la bustina di zucchero a velo e stendetele sul rettangolo di pasta.

Ho arrotolato aiutata dalla carta forno utilizzando il lato lungo come base, una volta formato un rotolo l'ho tagliato a fettine e le ho disposte un po' distanti sulla placca del forno (crescono di parecchio per cui non mettetele troppo vicine).

Collage di Picnik

Ho infornato per 15-20 minuti (controllate il colore dei biscotti!!) a 170° e lasciato raffreddare.

Ed eccoli pronti!!!

coc8
mercoledì 18 marzo 2009

Sigari per papà

Domani è la festa del papà!!!  

Se il vostro papà è goloso ma è anche un fumatore proponetegli questi sigari, chissà che per un giorno non rinunci al fumo per mangiarsi questi!!!

La ricetta che vi scrivo è quella originale presa da "Più dolci", io ho fatto delle variazioni tra gli ingredienti che indico tra parentesi.

Ingredienti : 150 gr di burro morbido - 1 bicchierino di rum - 300 gr di biscotti secchi tritati - 50 gr di cacao amaro - 80 gr di zucchero a velo - 50 gr di noci o nocciole tritate finemente
 Ho preparato i biscotti tritandoli nel bimby, in realtà io invece dei 300 gr di biscotti secchi, ho utilizzato 100 gr di pandoro, 100 gr di biscotti ai cereali e 100 gr di sfogliatine (erano tutti rimasugli che avevo in casa.. perchè buttarli?)
In una ciotola a parte ho lavorato a crema il burro con lo zucchero a velo. Ho unito il cacao setacciato (non ho aggiunto noci o nocciole). Ho unito i "biscotti" tritati e amalgamato per bene il composto.

Collage di Picnik
A questo punto ho preparato i "sigari"... partendo da una pallina gli ho dato la forma di un salsicciotto (il sigaro appunto, anche se non è che sia molto somigliante ) e una volta completati i sigari li ho lasciati a riposare un paio d'ore nel frigo.

sigari01
Per la decorazione i sigari sono stati passati nel cacao (la prossima volta però userò il cacao zuccherato, questo amaro non mi piaceva molto come impatto in bocca) e chiusi con una striscetta.

sigari2

Questo impasto può essere usato anche per preparare dei piccoli tartufi o dei cubettini da glassare nel cioccolato fuso, sono dei buonissimi bon bon!

Auguri a tutti i papà!!!
martedì 10 marzo 2009

Ragù alla genovese... a modo nostro

Anche questa è una di quelle ricette che mi ha insegnato mia suocera ed è tra quelle che io e mio marito amiamo assaje!!!! Certo, non è probabilmente uno dei condimenti più leggeri che si possano utlizzare... ma la pasta fatta così è davvero speciale!!! E poi l'odore della cipolla cotta a me piace tanto!

Il vero ragù alla Genovese prevede l'utilizzo di carne in un unico pezzo che viene cotto insieme alle cipolle e poi servito a parte mentre il sughetto di cipolle viene utilizzato per condire la pasta ... invece "a modo nostro" prevede l'utilizzo di carne macinata (qui per fortuna è sempre possibile andare dal macellaio, scegliere il pezzo che vogliamo e farlo macinare davanti ai nostri occhi) per cui la pasta viene condita con carne e cipolle. Un giorno proverò anche la versione originale... per ora vi racconto come preparo questa.

Ingredienti per 2/3 persone: 200 gr di manzo macinato, 3 cipolle medie, 4 cucchiai abbondanti di olio evo, acqua (o brodo di carne), parmigiano o pecorino

In una padella abbastanza larga ho versato 4 cucchiai di olio evo e le cipolle tagliate a fettine sottilissime, le ho lasciate appassire e ho poi aggiunto la carne macinata.

genovese 001

Una volta che la carne si è un po' rosolata si dovrebbe sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco (passaggio che ho saltato per via della piccola peste, ma che non guasta!). Si copre con acqua (o brodo) e si lascia così a cuocere a fiamma media, a pentola coperta, aggiungendo di tanto in tanto acqua calda (o brodo) per non far asciugare il condimento e mescolando di tanto in tanto. Le cipolle si devono praticamente disfare e ridurre in crema, cosa che avviene in circa un paio d'ore. Alla fine salare.

genovese_ 002

Con questo sugo ho condito dei sedanini rigati, ma vanno benissimo anche i pennoni lisci, o altro, visto che poi ognuno ha la sua pasta preferita! Una bella spolverarata di formagio ed eccola pronta!

pasta genovese03

Vi lascio con un po' di curiosità tratte dal sito Artemisia di Carlo Capone

Questo sugo è chiamato “alla genovese”, perché pare sia stato preparato per la prima volta alla fine del 1400 da certi cuochi genovesi che aprirono una taverna a Napoli alla Loggia di Genova, zona a ridosso del porto, dove la colonia genovese, di stanza a Napoli, si amministrava autonomamente.
Alcuni raccontano che osti genovesi, stabilitisi a Napoli nel 1600 , avevano l’abitudine di cucinare la carne in questo modo, altri affermano che a dare il nome a questo piatto fu un cuoco di nome Genovese.
Tipico piatto della tradizione napoletana, nulla ha a che vedere con la città della Lanterna : viene menzionato da Ippolito Cavalcanti , duca di Buonvicino nobile napoletano con l'hobby della cucina, nella sua opera “Cucina teorico pratica” pubblicata nel 1837; in verita' prima di lui ne parla Vincenzo Corrado, nell’opera “Cucina Napoletana" nella prima edizione del 1832.
Se non è dato di sapere con certezza la paternità e l’origine dell’aggettivo “genovese” di questo piatto , certa era la consuetudine dei genovesi di cucinare, nella pentola di terracotta, con sughi vari “u tuccu”; un pezzo intero di carne, per poi separarlo e farne un ottimo secondo.
Pratica in verità usuale in molte altre regioni italiane, allora come oggi.
L’immensa e variegata tradizione culinaria napoletana nata per le continue interferenze , a volte sinergie, tra i fasti della cucina aristocratica delle numerose dinastie che si sono succedute e di quella più semplice e genuina della classi popolari, mi fanno supporre, con sufficiente sicurezza che, l’inventiva e la capacità di rielaborare dei napoletani, abbia accomunato la nobile carne alla più povera cipolla per creare questo succulento piatto, successivamente abbinato alla pasta.
- La pasta di grano duro da Napoli, sin dal 1833 (costruzione del primo stabilimento ), si diffuse su scala internazionale in tutto il mondo; facendo assumere ai napoletani la nomea di “mangia maccheroni” perdendo definitivamente quella di “mangia verdure " che sino allora li aveva contraddistinti.
- La cipolla, base di questo piatto, è uno degli ortaggi più antichi presenti nell' alimentazione dell’uomo;è raffigurata spesso anche negli affreschi delle tombe egizie (sempre loro).
Nei secoli scorsi la cipolla era tenuta nella massima considerazione, attribuendole virtù terapeutiche.
La scienza odierna ha ridimensionato l’importanza nutritiva della cipolla riconoscendogli solamente una lieve azione diuretica.
La cipolla contiene piccole dosi (0,05%) di un’essenza volatile irritante per gli occhi dal sapore acre e piccante, costituita principalmente da solfuro di allile-propile.
Per evitare questo inconveniente basta mondare l’ortaggio tenendolo immerso in una bacinella piena d’acqua fresca.
- Il tipo di carne più adatto per questa preparazione è il girello che a Napoli e' chiamano "lacierto" o in mancanza di questo, lo scamone o culaccio che, per i napoletani è il "primo taglio" .
Si può preparare anche con altri tipi di taglio meno nobili come il muscoletto o la parte magra del reale. Altre tipologie di carni si possono preparare con questo sistema per esempio io la preparo con il coniglio.
"'A Genovese” richiede molto tempo , dedizione e passione per la cucina.
Il sugo deve “pippiare” per molte ore, altrimenti come diceva Eduardo, non facciamo il ragù ma " a carna cu’ 'a pummarola" , nella fattispecie "cu’ ‘a cipoll’ ".
lunedì 9 marzo 2009

Crostata Mimosa

Di solito non festeggio la "festa" della donna... visto che purtroppo non c'è molto da festeggiare (basta ascoltare un solo telegiornale per farsi venire i brividi per un mese) nell'essere donna, se pensiamo che in molti paesi non abbiamo nemmeno i diritti che ci spettano in quanto esseri umani!!!

Così quest'anno vi propongo un paio di libri e un'associazione...

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini ... un romanzo che parla di due donne, della loro vita dietro al burqua, della loro vita fatta di paura, di mariti padroni, di solitudine e di isolamento, di rassegnazione, ma anche e soprattutto di amore, di forza e coraggio e perfino di riscatto.

Streghe. La riscossa delle donne d'Italia di Lilli Gruber ... un bel libro in cui la Gruber raccoglie tante voci di donne.. donne famose che raccontano la loro personale lotta verso l'emancipazione, donne come noi che "combattono" nella vita quotidiana per riuscire ad andare avanti... e alcune voci di uomini che dall'alto del loro potere cercano di "spiegare" la donna... Un libro che ci conferma che la lotta per affermare i nostri diritti... non si è ancora conclusa.

E poi ci tengo a farvi conoscere la Fondazione Pangea Onlus...

"un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.

 Pangea opera in collaborazione con associazioni e gruppi locali di donne che condividono la volontà di un’azione efficace che renda le donne protagoniste del loro stesso percorso di riscatto economico e sociale e che favorisca la loro partecipazione attiva allo sviluppo della comunità di appartenenza e dell’intero Paese.

Perché:
Una Donna è una moltiplicatrice di benessere
nella società in cui vive,
è il nodo di una rete sociale e di solidarietà.
Troppo spesso, però, essere Donna
significa essere vittima di situazioni politiche instabili,
di precetti religiosi e di pregiudizi sociali.
Troppo spesso, essere Donna
significa essere privata dei propri diritti.
Per questo noi della Fondazione Pangea Onlus
vogliamo essere solidali con le Donne,
per individuare e denunciare ogni tipo di violazione dei loro Diritti in tutti quei Paesi che presentano situazioni radicate
di disagio e povertà.
Ma Pangea non è solo DENUNCIA. È soprattutto AZIONE.
Perché è importante aiutare ogni Donna
a costruire una vita ricca di certezze e di speranze per se stessa
e per la comunità in cui vive.
Perché una Donna può diventare una moltiplicatrice di Pace."

Tratto dal sito Pangea Onlus

E poi ne approfitto per offrirvi una fetta di torta... perchè ogni occasione è buona per una torta (magari ve la godete mentre leggete un libro!)

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Una crostata presa in prestito da una rivista e modificata a mio gusto, che sposa diversi sapori... mandorle, cioccolata, cocco... un insieme unico di sensazioni come solo una donna sa dare!

Ingredienti :

per la frolla : 230 gr di farina, 1uovo, 50 gr di mandorle grattugiate, 100 gr di zucchero, 120 gr di burro freddo a cubetti, 1/2 fialetta di aroma mandorla (con questa dose mi sono uscite 2 crostate di 23 cm di diametro)

per la farcia (dose per 1 crostata) : 5 cucchiai di crema spalmabile alle nocciole, 250 gr di mascarpone, 100 gr di panna da montare (io ho usato quella già zuccherata, altrimenti aggiungere 50 gr di zucchero a velo)

per decorare : cocco grattugiato, colorante liquido giallo, mompariglia rosa
Ho preparato la frolla impastando tutti gli ingredienti nel bimby, ho poi steso il panetto nello spessore di 5 mm e ho rivestito uno stampo antiaderente sul cui fondo avevo steso la carta forno. Ho bucherellato il fondo e riempito con legumi secchi (proteggendo la frolla con altra carta da forno per non farla entrare in contatto con i legumi). Ho infornato per 15 minuti a 180 gradi e poi, togliendo i legumi, ho proseguito la cottura altri 5 minuti a forno statico con calore solo sotto.

Mentre la crostata si raffreddava ho preparato la farcia sbattendo il mascarpone (con lo zucchero a velo se non si usa una panna già zuccherata) con la panna, fino a montarla.

Picnik collage crostata mimosa

Infine ho assemblato la torta... ho coperto il fondo della crostata con la crema di nocciole, sopra ho versato la farcia di mascarpone e panna e poi ho decorato mettendo al centro la farina di cocco (colorata con del colorante alimentare in gocce) e intorno la mompariglia rosa.

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Si conserva in frigo... ma non dura molto!!!

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mercoledì 4 marzo 2009

La pizza senza impasto di Paoletta

Ho scoperto questo impasto solo 6 mesi fa e devo dire che oramai (a parte qualche volta quella comprata) in casa usiamo sempre questa ricetta.

Mio marito riesce a digerirla molto meglio, anche rispetto a quella della pizzeria, così ogni tanto mi decido... domani pizza! E mi metto a preparare l'impasto per il giorno dopo... sì, perchè questo impasto ha bisogno di poca lavorazione ma di una lievitazione lunga e devo dire che alla fine è tempo speso bene perchè il risultato è ottimo!

La pizza rimane soffice all'interno e croccante esternamente!

Pizza senza impasto002rid

Andatevi mi raccomando a leggere il post di Paoletta sul suo meraviglioso blog "Anice&Cannella" per conoscere la "nascita" di quest'ottimo impasto e guardare le splendide foto che riesce a fare... e se vi avanza tempo giratevi tutto il blog perchè merita davvero!!!

Riporto qui la sua ricetta che io ho copiato senza nessuna variazione (solo la prima volta non avendo i fiocchi di patate in casa non li avevo usati, ma viene decisamente meglio con i fiocchi)...

Ingredienti: 400 gr di farina 0, 300 ml di acqua, 16 gr di olio (2 cucchiai), 8 gr di fiocchi di patate (1 cucchiaio) quelli per il purè istantaneo (se si vogliono omettere togliere anche 20 ml di acqua dal totale), 5 gr di sale (1 cucchiaino), 5 gr di malto, in mancanza miele o zucchero (1 cucchiaino raso), 10 gr di lievito

Mettere la farina, i fiocchi di patate, il sale, tutto in una grossa ciotola.

Versare tutta l'acqua, dove si è precedentemente fatto sciogliere per 10' il lievito e il malto e subito l'olio... mescolare velocemente, 1 o 2 minuti, giusto il tempo per far amalgamare tra loro gli ingredienti.

Coprire con un sacchetto di nylon o con pellicola e mettere in frigo a 4°per circa 20/24h.

In pratica è possibile impastare la sera prima, anche dopo cena, per averla pronta la sera successiva.

Il giorno successivo tirar fuori l'impasto dal frigo verso le 17,30 e lasciarlo a temperatura ambiente per 2 ore.

Dopodichè rovesciarlo sulla spianatoia ben spolverata di farina di grano duro, spezzare in due e dare ad ogni pezzo le pieghe di Adriano quelle del primo tipo.

Lasciar riposare coperto con un panno umido per circa 20 minuti.

 Ungere due teglie rettangolari di circa 25 x 30 cm. o 2 teglie tonde di 35 cm. di diametro e stendervi l'impasto, vedrete come questo si stenderà a meraviglia sotto le vostre mani!!

Condite a piacere e lasciar riposare ancora mentre il forno raggiunge la massima temperatura. Dopodichè infornate in forno caldissimo, ventilato a 250°

Ecco le ultime teglie che ho preparato una decina di giorni fa... una rossa con pomodoro e prosciutto cotto e l'altra con carciofi e prosciutto... ottimeeeeee!!!!

Pizza senza impasto010rid
martedì 3 marzo 2009

Agnello al forno con patate

Domenica io e mio marito ci siamo gustati un gustoso agnello con patate al forno, voi come lo preparate?

Agnello e patate al forno..rid

Io in genere preparo 4 patate medie, sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti. Le asciugo e le lascio ad insaporirsi per una buona mezz'ora in 2 cucchiai di olio evo e condite con un po' di "odori" misti (mi prepara una bustina il mio macellaio, tipo ariosto per intenderci).

A parte lascio l'agnello già a pezzi in "ammollo" per un'oretta in acqua in cui ho spremuto un limone (che poi lascio dentro con tutta la buccia) e poi asciugo la carne a la sistemo in una teglia da forno in cui ho già messo una mezza cipolla tagliata a pezzetti (a me piacciono grossi, a mio figlio no, per cui sto accontentando lui) e le patate preparate prima.

Aggiungo ancora un filo d'olio sulla carne e un po' di odori e infilo in forno caldo a 200° per circa 30-40 minuti e poi altri 5 di grill (solo se le patate non sono ancora ben dorate).

capretto e patate al forno.rid
lunedì 2 marzo 2009

Ancora un po' di Carnevale?

Lo so che siamo in Quaresima e che Carnevale è passato oramai.. però visto che ero “assente” voglio farvi vedere le frittelle che abbiamo mangiato il martedì grasso…




Questa è una ricetta che prepara la mia mamma tutti gli anni per Carnevale, quando invitiamo degli amici a cena (o andiamo a casa loro) e alla fine si friggono i “Fatti fritti” e ci si riempie la pancia!!! Ieri mi han detto che quest’anno ne ha preparati 2 kg (che sono circa 80 frittelle!!!) e la sera dopo in casa ne era rimasta… solo una….


La ricetta viene dalla Sardegna e queste frittelle sono chiamate “fatti fritti” o “frati fritti”, cercando l’origine di questo nome mi sono imbattuta nel blog Catalepton in cui si dice che …

“Fatti fritti” (o “fatti e fritti”) è locuzione dell’italiano regionale della Sardegna, che designa un tipo di ciambella lievitata (come quelle di Homer), fritta nello strutto e spolverata di zucchero. Non raro è anche il singolare (”un fatto fritto”); al bar si usa l’aggettivo sostantivato (”mi dà un fritto?”).
Io però ho sempre sentito parlare, in casa, di “frati fritti” (solo pl.). Un errore? No. Semplicemente un calco dal sardo paras frittos (camp. paras frittus).
Ma perché “frati”? La ciambella col buco assomiglia a una tonsura.
“Fatti fritti” è lectio facilior, non a caso molto più diffusa; ma è una ricostruzione paretimologica.
Se dunque possiamo dare norme anche per l’italiano regionale, dicasi “frati fritti”.

Ogni casa ha la sua ricetta; ho visto anche in giro per il web che quasi tutti usano il burro, qualcuno lo strutto… mia madre invece ha da sempre usato l’olio d’oliva ed è in questa versione che ve li propongo. Poi si può utilizzare anche il succo delle arance.. in ogni caso i fatti fritti sono da leccarsi i baffi!!

Ecco qua la nostra ricetta …

Ingredienti (per circa 40 fatti fritti) : 1kg di farina - 5 cucchiai di zucchero - 200g di olio d'oliva - 3 uova - 1/2l di latte - la buccia di 2 arance non trattate - 50g lievito di birra - 1 pizzico di sale - 1 bicchierino di liquore (anice o grappa)

In una terrina bella grande ho mescolato la farina, lo zucchero, il pizzico di sale, ho aggiunto le uova uno alla volta e poi la buccia grattugiata delle arance. Intanto ho fatto sciogliere il lievito nel latte appena appena tiepido e l’ho unito poco alla volta all’impasto, poi per ultimo aggiungo l’olio (sempre un poco per volta). Mi raccomando i liquidi poco per volta, aspettate che sia amalgamato bene prima di aggiungerne dell’altro. Impastare con forza per almeno una ventina di minuti (io ho utilizzato il bimby per una decina di minuti).

L’impasto alla fine risulta abbastanza molle e appiccicoso, non aggiungete farina, va bene così; con le mani un po’ bagnate con il latte formate una palla all’interno della terrina stessa e mettetela a riposare al caldo per un paio d’ore (lieviterà più del doppio). Attenzione perché è un impasto che risente molto delle correnti d’aria, del freddo. Io l’ho messo coperto da un asciuga piatti e un plaid e lo metto nel forno spento (un trucchetto? Accendete il forno per 1 minuto prima di iniziare ad impastare… mi raccomando, un minuto e non di più… e poi spegnete. Quando metterete l’impasto il forno quel minimo di calore lo aiuterà a lievitare meglio)

Passate le due ore ho preso l’impasto e l’ho distribuito a cucchiaiate su un vassoio ben infarinato, formando delle palline, poi “ficcando” un dito nel centro… allargo il buchino e ottengo una ciambella con il buco (noi non usiamo tappi o simili per fare il buco, è più divertente così).




Ho scaldato in una pentola per friggere piuttosto alta l’olio (caldo ma non caldissimo se no si bruciano esternamente) poi ho versato poche frittelle per volta (3, massimo 4) cercando di eliminare la farina in eccesso. Quando l’olio è alla giusta temperatura la frittella non si attacca al fondo ma sale subito in superficie. Lasciatela colorare da un lato (dorata, non troppo scura) e poi giratela una volta e lasciate colorare l’altra parte. Una volta pronte le ho scolate su carta assorbente e poi passate nello zucchero semolato.

Sono buonissime mangiate appena fatte.. una tira l’altra.

Qui vedrete quelle preparate dalla mia mamma, che ne dite? Sono stata all’altezza?